24-26

APRILE 2020

Soffia Vento – Studio Verso

dal 24  al 26 Aprile

prosa

da Macbeth di Shakespeare 

di e con Paolo Mazzarelli 

scene Paola Castrignanò

Theatron 2.0 Produzioni

Un attore sta mettendo in scena uno spettacolo ispirato al Macbeth di Shakespeare. Ma qualcosa va storto, la rappresentazione si interrompe, e l’attore è costretto a calare la maschera, mostrando al pubblico non più il personaggio ma se stesso, il suo vuoto, la sua insignificanza. Eppure, nel corso di questa confessione, attore e personaggio finiscono loro malgrado per confondersi l’uno nell’altro, entrambi impegnati a fare i conti col compiersi del loro destino.Diceva Carmelo Bene: “Macbeth è l’occasione di fare del grande teatro non teatrabile. E’ l’impossibilità di stare sulla scena”. Anche quando ambisce a liberarsi di sé, il teatro può farlo solo attraverso le sue stesse armi, e la verità del palco è sempre verità di una rappresentazione. È Shakespeare stesso che, per bocca di Macbeth, paragona la vita di un uomo alla breve esperienza di un “attore che si gode la sua ora sulla scena, e poi non se ne sa più nulla”. Ed è sempre Macbeth che, mentre il sipario già si chiude sulla sua esistenza, grida in faccia al suo destino le celebri battute “Soffia, vento! Vieni, naufragio!” che danno il titolo allo spettacolo. L’io di un artista o quello di un re, l’ambizione di un tiranno o quella di un attore, portano sempre e comunque allo stesso epilogo: quel momento in cui un uomo è costretto al faccia a faccia con se stesso, e vede finalmente ciò che è, o ciò che non è. E allora, solo allora, si può vedere oltre il velo dell’io, ravvivare la candela, dare inizio alla rappresentazione.

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